
A un giorno dall’uscita ufficiale sono il felice possessore di Hyperversum Next di Cecilia Randall. Dopo sette anni (nostri) da Il cavaliere del tempo la saga che ci ha fatto conoscere e apprezzare quest’autrice modenese prosegue con un salto temporale anche nel mondo letterario di Ian&soci – permettendoci di ritornare nel passato e nelle atmosfere che abbiamo amato per tre splendidi romanzi. Sono davvero molto curioso e confido di riuscire a divorarlo già questo weekend .-)

Ok, un nuovo sample per mostrare come sta procedendo il lavoro con Sir John – ora con un minimo di ambientazione (in bozza, con un paio di livelli di parallasse). Il sunto della serata è comunque che Aseprite è più o meno maturo (anche se non riesco ancora a fare cose secondo me normali), mentre PyxelEdit (pur essendo fondamentale per la sua capacità di disegnare i tile al volo dentro al livello) è davvero privo di molte funzionalità fondamentali (e ha pure un certo numero di bug evidenti)

Nell’attesa di ripartire con qualcosa di nuovo io e Andrea Capitani stiamo dando una occhiata ai giochi che abbiamo già sugli store per vedere se non c’era intanto qualche piccolo aggiornamento, rapido, da potere fare su qualcosa di attivo – dove con attivo intendiamo con ancora parecchi download giornalieri. Tra questa categoria rientra roboXcape (soprattutto per Android) e leggendo i commenti dei giocatori (e parlando con alcuni di questi) abbiamo scoperto che in tanti non sono mai riusciti a superare il primo mondo, non riuscendo così a vedere i tanti livelli successivi. È quindi nata l’idea di fare una versione unlocked del gioco stesso, con solo qualche altra piccola modifica estestica, ma con la possibilità, dall’inizio, di scegliere uno qualunque degli stage con cui confrontarsi.
Questa versione uscirà solo per Android (non sono sicuro che l’Apple Store accetti due giochi così simili, ma non volevamo neppure rovinare il gusto di procedere passo passo a chi, avendolo già scaricato, magari preferiva quella modalità) e dovrebbe essere disponibile su GooglePlay, con un po’ di fortuna, già domani o domani l’altro al peggio.
Il gioco sarà ovviamente gratuito, senza in app purchase, ma con banner pubblicitari durante momenti non di gameplay.

Altra sessione di lavoro con Aseprite, sempre focalizzato sul discorso pixelart – questa volta 3 frame per Idle e 4 (e non 5 come per Mr. Smith) di corsa. Si impiega parecchio più tempo lavorando con i layer, ma è chiaro che poi è possibile sperimentare molto di più con gli aspetti grafici dei singoli particolari. Questo cavaliere – al momento con solo una parte dell’armatura (le gambe sono coperte semplicemente da pantaloni) – è pensato per finire in un platform sulla falsariga di Ghost&Goblins / Maldita Castilla.

Manca ormai poco all’uscita ufficiale del nuovo libro di Cecilia Randall – Hyperversum Next – se come me non state più nella pelle sappiate che potete “assaggiarne” un pezzettino già ora. I primi tre capitoli sono infatti disponibili sul sito della Giunti e il quinto (in qualche modo il punto di partenza dell’avventura) lo potete invece leggere in anteprima (e in esclusiva) su KULT Underground .-)
Buona lettura .-)

Riprendere a fare qualcosa dopo mesi di stop è in effetti molto più complesso di quello che immaginavo. Il server SVN che sto usando per sviluppare da casa è lentissimo, e il framework che uso per sviluppare i giochi (anche se essendo proprietario sono ovviamente contento di utilizzarlo) richiede un tempo di boot per un progetto nuovo (o anche solo per un esperimento) più lungo di quello che vorrei.
Quindi, mentre tentavo di rimettermi in moto lato codice ho deciso di giocare un po’ con l’ottimo Aseprite (che ho ovviamente comprato) per provare a realizzare qualcosa di nuovo, da usare per qualcosa che, al momento, ho in mente solo in parte.
Il risultato della giornata è stato poco meno di 30 frame per Mr. Smith – che ha, come animazione più complessa, il classico walking cycle che vi propongo su un fondale mockup realizzato solo per questa immagine. Pur avendo qualche difetto, sono molto contento del risultato (non ho usato reference), meno del tempo impiegato per realizzare il tutto, ma, ok, qui si migliora solo disegnando, disegnando e disegnando.

Torna il concorso intitolato a Holden. L’XI edizione è dedicata al tema ‘Passato, presente e futuro: la quarta dimensione‘. Consegna elaborati entro il 15 febbraio 2016.
Il concorso è articolato nelle sezioni Prosa, Poesia, Illustrazione e Microvideo.
Previsti 18 premi in buoni acquisto spendibili presso Conad Ipermercato.
La premiazione è prevista per aprile 2016.
Altre informazioni sulla pagina ufficiale dell’iniziativa. E questa è invece la pagina facebook collegata.

Come scrivevo nel post precedente questo ultimo periodo è stato piuttosto intenso, ma ieri, con la consueta cena di Natale di Expert System (che quest’anno si è tenuta da Vinicio, a Modena), c’è stata l’occasione di rilassarsi un po’, di fare anche il punto sulle tante cose accadute in ditta in questo 2015, e (so che può sembrare strano) anche di fare due chiacchiere non solo con i colleghi delle altre sedi sparse per il mondo, ma anche con quelli della sede di Modena – con cui in realtà ho di norma contatti piuttosto ridotti.
In più una sorta di “gara di selfie” mi ha dato l’occasione di immortalare il buon vecchio Andrea Capitani, coautore della maggior parte dei giochi mobile realizzati in questi ultimi anni. Non so quanto questa foto possa essere interessante per chi passa su queste pagine (tra l’altro la foto ha un risoluzione bassa e una qualità ancora peggiore) ma credo che ogni momento meriti un richiamo per il futuro, e quindi ecco qua.
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Dopo un lungo periodo di lavoro molto intenso – tanto intenso da non riuscire a portare avanti nessun progetto personale – ho finalmente avuto qualche giorno di ferie e, almeno sulla carte, l’idea era di usarlo per iniziare la stesura di un romanzo che avevo pianificato mesi fa. Ma dopo il primo capitolo (o meglio, dopo la bozza del primo capitolo) invece di continuare a scrivere ho ripreso un vecchio progetto per (in teoria) migliorare la mia “produttività”. Premessa: negli ultimi anni scrivo poco, e il processo di scrittura per me è particolarmente lento e complesso (rispetto alla programmazione) e di solito utilizzo strumenti distraction free (esistenti ben prima delle loro controparti per tablet o cellulari). Sono quindi da sempre un fan di Q10, DarkRoom e di WriteMonkey, anche se, in base al tipo di cosa che voglio scrivere non disdegno a volte anche i più ricchi AbiWord o OpenOffice (o WordPad). Ma in effetti l’interfaccia, in un programma di Video Scrittura normale, con icone, menu e colori sempre visibili, tendono a distrarmi, facendomi perdere concentrazione.
Il limite però che (a mio parere) hanno i primi programmi citati è che (in modo diverso) sono così minimali da richiedere a volte da essere usati insieme ad altro (o in un modo che trovo non comodo al 100%). Ed è per questo che mi sono messo a lavorare a Mr. Writer, un programma per Windows che, almeno nell’intenzione, cerca di unire tutte le caratteristiche straordinarie degli altri tool, aggiungendo solo alcune caratteristiche che volevo.
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