Category: Libri

Déjà Vu: quindici racconti rievocati – primi giorni sugli store (2)

Ok, forse qualche copia è stata davvero comprata, tenendo conto che a distanza di 24 ore circa dal post precedente (in cui ero in terza posizione) ora sono in prima :-)

Probabilmente UNA copia – ma sempre meglio di zero.

Déjà Vu: quindici racconti rievocati – primi giorni sugli store

Il mio libro più recente (un’antologia di racconti già pubblicati in modo separato uscita in digitale e cartaceo il tardo pomeriggio del 31/12/2024) sta facendo il suo percorso di probabile salto nell’oblio (ci sono un milione di libri – questo non può staccarsi dal resto in nessun modo, direi) ma, intanto, i suoi primissimi passi lo posizionano in modo visibile in qualche classifica. Il dato NON indica nulla di significativo – ma è indubbiamente carino – e mi salvo le immagini per quando non ci sarà più (e non sarà neppure “circa” lì, ma neppure usando il significato più ampio possibile di “circa”).

(Déjà Vu: quindici racconti rievocati)

In the evening II

Tenendo conto di quanto alla fine mi era sembrato ok il racconto In the evening, un po’ dopo (nel gennaio del 1996…) ho scritto e pubblicato sempre su KULT Underground un “seguito”. Il personaggio principale e l’ambientazione è circa la stessa, ma qui avevo provato a costruirci sopra qualcosa di più simile a una storia – un episodio in mezzo alla vita del protagonista, indeterminato, ma dopo qualcosa di più preciso. Con l’idea eventualmente di costruirci altro. Questo secondo testo, a mio parere, è più debole del primo, perché va in una direzione differente – anche se di poco. Rimane una cosa che (rileggendola a distanza di 30 anni) mi sembra comunque più che dignitosa – ma chiaro, la mia opinione a riguardo eccetera eccetera.
Nel caso, buona lettura

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Fire Fight – Tom Wood

Durante l’anno ho alcuni momenti che considero in qualche modo affini al Natale. Tra questi ci sono anche le uscite dei nuovi libri di alcuni autori che adoro – e che scrivono storie che so mi piaceranno a prescindere. Uno di questi autori è Lee Child (il suo ultimo romanzo, In Too Deep, letto una quindicina di giorni fa, è stato ovviamente bello). E un altro è Tom Wood, conosciuto grazie alle traduzioni dei primi volumi proposte in Italia da TimeCrime, che ha pubblicato il dodicesimo volume della serie Victor l’assassino il 28/11 – meno di una settimana fa. Jack Reacher e Victor non sono simili (Reacher è un ex militare – polizia militare, mentre Victor è un assassino a pagamento)- ma si assomigliano lo stesso e i due autori (che scrivono entrambi con un nome diverso da quello dell’anagrafe, e che sono entrambi inglesi) hanno uno stile narrativo molto differente – che comunque in qualche modo si assomiglia. Sia come sia, se vi piace l’uno, io penso sia davvero facile vi piaccia anche l’altro. Tanto che, se amate il genere e non siete già fan di Tom Wood (decisamente meno noto di Child, anche solo perché scrive da molto meno tempo), vi consiglio di valutarlo – partendo però magari dall’inizio – tenendo conto che i libri hanno una progressione un po’ più definita di quella di Reacher (almeno per ora).

Oppure potere iniziare, perché no, con questo nuovo, e poi vedere se recuperare il resto o meno.

Anche perché questo Fire Fight – nuova “avventura” per il nostro assassino – è davvero bello – molto – non solo per le consuete scene d’azione o di tattica, ma anche (o soprattutto) perché riporta in scena Raven (personaggio con un legame speciale con il protagonista, qui davvero in grande forma) e almeno un’altra figura – che non vi anticiperò – con cui Victor aveva avuto a che fare parecchi libri fa. C’è anche altro del suo passato – qualcosa di più volte accennato, qui esposto in maniera diversa – e ci sono almeno un paio di scambi davvero super – inclusa una “battuta” proprio da applausi a fine di uno dei capitoli dell’ultima parte del romanzo.

Quindi, chissà, potrebbe in effetti non essere così impossibile sceglierlo come “assaggio” dell’universo di Tom Wood.

In fondo il libro #1 di Jack Reacher credo sia stato il quinto o sesto che ho letto con quel protagonista. E in nessuno dei due filoni il dubbio che il protagonista MUOIA vi verrà davvero in mente.

Ah, non so quando questo libro sarà tradotto in italiano – ma considerando che quest’anno è uscito Il Traditore (di DUE anni fa) dubito che possa arrivare molto prima della fine del 2026.

Concluso questa analisi sconclusionata con una nota curiosa: nel 2020 di Tom Wood è uscito anche un (bel) romanzo – non con Victor – che ha siglato con uno pseudonimo. Un thriller da un punto di vista femminile con un finale piuttosto carino intitolato A Knock at the Door.

Simpatico notare come la copertina dell’e-book (sotto) abbia una “piccola” differenza rispetto al cartaceo (sopra) :-)

Ma si sa che gli pseudonimi al giorno d’oggi hanno spesso una vita decisamente corta.

Fabio Trenti e il Mistero dello Yogurt Scomparso

Cercando di fare un po’ di ordine con i miei testi mi sono accorto che su questo sito non avevo un riferimento a quest’opera – assolutamente non in commercio, perché scritta per il mio amico Fabio Trenti e piena di riferimenti ad altri amici e colleghi – ma che in qualche modo è stato il mio primo romanzo “completo”. Un romanzo breve (si parla di un 80mila battute, poco più di centinaio di pagine) ma comunque un romanzo, dopo avere iniziato mille cose e, fino ad allora, portato a termine solo racconti o racconti lunghi.

Si parla di un’opera noir (il protagonista è un investigatore privato – senza un soldo – con il pallino della scrittura), dai toni comedy e che richiama in modo ironico pure temi alla Dan Brown. Una cosa curiosa: ha avuto una genesi decisamente rapida. Se fossi in grado di scrivere almeno la prima stesura a quella velocità normalmente sarei decisamente contento ma solo questo testo e Natale per Caso hanno visto un numero di pagine al giorno così alto.

Tenendo conto del numero ridottissimo di lettori – il libro è stato stampato e passato a meno di una decina di persone – difficile sapere se c’è un valore o meno in quest’opera. A me è comunque piaciuto scriverlo e lo rileggo di tanto in tanto più che volentieri. Ma è chiaro che il MIO giudizio a riguardo non ha molto valore :-)

In the evening

Questo mio racconto è stato pubblicato la prima volta su KULT Underground (che allora secondo me veniva ancora distribuito su floppy) il 25 di novembre del 1995. Mi ricordo un po’ del periodo in cui l’ho scritto – anni decisamente distanti – e mi ricordo che scrivere su KULT allora, quando c’era ancora una redazione, voleva dire anche avere la possibilità di fare due chiacchiere su quanto si pubblicava, e, su questo testo, rammento qualche scambio con il mio amico Gianluca Meassi (che non sento da secoli in effetti). A lui, questo testo, era piaciuto. E a me – che cercavo senza riuscirci davvero di replicare la forza espressiva di alcuni racconti di un tipo che avevo avuto modo di leggere su una fanzine cartacea di Torino, e che, probabilmente, avevo da poco visto al 7bis La Haine – L’Odio – beh, anche a me sembrava buono. E mi sembra ok pure ora, a distanza di due vite. Chissa.

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Kathy Rain 2: Soothsayer (demo)

demo su Steam

Dopo otto anni dall’uscita di Kathy Rain, a mio parere uno dei migliori giochi punta-e-clicca mai realizzati (almeno nella “nuova era”), ho avuto l’enorme piacere di scoprire che sta per arrivare un seguito, e ne ho potuto apprezzare un pezzetto, grazie a una breve demo pubblicata su Steam.

Kathy Rain, la protagonista, è passata da essere una ribelle studente di giornalismo (che nel primo gioco si trova ad affrontare un mistero nella sua nativa Conwell Springs, dove ritorna per la morte del nonno) a una ribelle investigatrice privata – a pochi giorni da uno sfratto se non riuscirà a raccimolare i soldi che le servono per non dormire per strada. E i soldi in questione potrebbero arrivare dalla taglia che il sindaco di Kassidy ha promesso a chi catturerà un fantomatico serial killer che, giorni prima, ha ucciso una notissima scrittrice locale.

La risoluzione è passata da 320×240 ad almeno il doppio. Ma già – tra il gioco originale

e il director’s cut forse c’era stato qualche ritocco.

La grafica aggiornata – con più animazioni e più effetti anche nelle scene di passaggio (con lei in moto, quando ci si sposta tra una location e l’altra) – è godibile, ma lo è molto di più il fatto che abbiano mantenuto la stessa voice actress e lo stesso tono del gioco precedente. Kathy Rain, per dare una idea a chi non ho giocato al primo gioco, qui è una sorta di Veronica Mars – lei contro il mondo, con un mistero da risolvere e relazioni da costruire. Tantissime descrizioni da leggere e, già in questa breve parte, tante interazioni tra inventario e scene E tra inventario, diario, scene e personaggi, con dialoghi da costuire usando diario e telefono.

Molto promettente e, per chi come me ha adorato il primo, un acquisto sicuro appena uscirà.

Writers’ Tools: Reedsy Studio

Il primo degli strumenti di cui vi voglio parlare è Reedsy Studio – la parte di scrittura di libri dentro al sito Reedsy che si occupa di scrittura creativa e pubblicazione a tutto tondo – fornendo (a pagamento) anche un market place dove richiedere supporto di professionisti di vario tipo. Ma se il resto è a pagamento, per accedere alla parte Studio serve un account, creabile senza pagare nulla, e avendo a disposizione uno spazio (illimitato?) per creare svariate opere.

Questa parte di creazione di libri è a mio parere molto buona – al netto che il servizio è SOLO online (quindi quanto scriviamo finisce SOLO su un loro server – punto Posizione – che però oltre al backup permette anche l’accesso allo storico delle modifiche e a un lavoro collaborativo) – perché fornisce un sistema di scrittura editoriale di livello 2 (un po’ di formattazione base), con alcuni begli strumenti di supporto per la Scrittura e almeno il minimo per la scrittura (sempre facendo riferimento alle definizioni usate nell’articolo precedente).

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Writers’ Tools – elementi considerati

Dato per scontato che si può scrivere un romanzo anche solo con un quaderno e una biro (o con una macchina da scrivere), ho intenzione di fare qualche post su alcuni strumenti di editing testuale che ho avuto modo di provare, e che reputo potenzialmente interessanti o utili per chi scrive romanzi o racconti (ma suppongo che valga anche per altro, se non davvero corto).

Prima di avventurarmi in questo piccolo esame, è il caso che faccia però presente quali sono gli aspetti che ho considerato nella scelta e nel giudizio.

  • che tipo di “posizione” voglio che il mio testo abbia nell’universo digitale
  • che tipo di struttura (editoriale) sto cercando per il mio testo
  • che tipo di supporto voglio per la scrittura – in senso generico
  • che tipo di supporto voglio per la scrittura – in senso specifico
  • che tipo di supporto voglio per l’eventuale parte di impaginazione / pubblicazione

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Natale per Caso – Giorgini+Trenti – nuova edizione

In questo periodo in cui, per motivi vari, non riesco a trovare tempo per lavorare su videogiochi, sto facendo qualche esperimento con un po’ di programmi di scrittura e di impaginazione, e, con Atticus (di cui penso di scrivere, come del resto di alcuni altri strumenti) ho svecchiato almeno l’aspetto estetico di un romanzo a quattro mani, scritto nel 2008 con l’amico e collega Fabio Trenti. E’ un romanzo “di Natale”, con due parti distinte che si intersecano, a Modena, in un dicembre un po’ complicato per i due protagonisti (con poco o niente in comune, se non il nome e il fatto di vivere nella stessa città. Il parere dell’autore non conta ovviamente nulla, ma secondo me è una lettura quantomeno carina.

Se siete curiosi, l’e-book costa 1,49 e il cartaceo (tascabile di poco meno di 200 pagine) 5,98.

 

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